Recensione del film Mr. Beaver

Mr Beaver è un film uscito nelle sale cinematografiche italiane nel maggio del 2011. E’ diretto da Jodie Foster, nel film in veste anche di attrice, che in passato aveva già curato la regia de Il mio piccolo genio (1991) e A casa per le vacanze (1995). La Foster, già vincitrice di ben 2 premi Oscar come migliore attrice in Sotto accusa (1988) e in Nell (1994), confeziona un pregevole film toccando una tematica spinosa ed ardua: un dramma familiare causato dalla depressione del capofamiglia.



La trama è la seguente. Walter Black, interpretato da un magnifico Mel Gibson, è un uomo che, pur avendo avuto tutto dalla vita, ovvero un’amorevole famiglia, una bella casa e un’azienda di giocattoli avuta in eredità dal padre, soffre di una forma acuta di depressione che lo porta ad essere sempre taciturno, stanco e amorfo. Nel corso degli anni, pur andando in cura dai migliori specialisti e assumendo dosi massicce di psicofarmaci, la malattia di Walter è decisamente peggiorata, così come si sono deteriorati i rapporti nel nucleo familiare e con i dipendenti aziendali. La moglie Meredith, interpretata da Jodie Foster, decide di allontanare il marito per preservare la vita dei due figli. Walter, solo e abbandonato nel tunnel della depressione, tenta, più volte, il suicidio. Fino a quando, non scoprirà di soffrire anche di un’altra terribile patologia: il disturbo della doppia personalità. Infatti, ritorna a casa e in azienda con un pupazzo di un castoro e parla solo ed esclusivamente “per bocca” del castoro (battezzato da Walter, Mr.Beaver). In pratica, Walter Balck, con la marionetta accanto a sè, si sente forte e sereno, ma senza il suo “alter ego” ritorna nei meandri più bui della depressione.
Mr. Beaver, film ben diretto, è interessante e coinvolgente (sicuramente sarà fonte di copiose discussioni), perché riesce a trattare, con leggerezza, una delle problematiche più importanti del nuovo Millennio: la depressione.